Articolo: Parlare ai bambini della morte di un animale

Parlare ai bambini della morte di un animale
Per molti bambini un animale è la prima morte che vivono, e il modo in cui viene affrontata tende a restare a lungo nella memoria. I genitori spesso rimandano la conversazione, oppure la addolciscono così tanto che il bambino fraintende quello che è successo. Questa guida raccoglie ciò che di solito aiuta: usare un linguaggio chiaro, rispondere alle domande che vengono davvero poste, permettere al bambino di partecipare al ricordo e sapere quando cercare un sostegno in più.
In sintesi
- Le parole chiare funzionano meglio degli eufemismi; espressioni come addormentato vengono spesso fraintese dai bambini piccoli.
- Diteglielo presto, e diteglielo voi, invece di lasciare che lo capisca da solo.
- Rispondete alla domanda posta, poi fermatevi. I bambini assorbono le informazioni per gradi.
- Coinvolgere un bambino in un ricordo dà al dolore qualcosa da fare.
- Le reazioni variano moltissimo per età e per carattere, e una reazione apparentemente indifferente è normale.
Usate parole chiare, anche se suonano dure
L'istinto è addolcire. Purtroppo sono proprio le formule più delicate a creare più confusione. Un bambino piccolo a cui dicono che il cane è stato addormentato può aver paura di andare a letto, o può aspettare che si svegli. Se gli dicono che la gatta si è persa, può credere che sia ritrovabile e che nessuno la stia cercando davvero. Se gli dicono che se n'è andata, può concludere che abbia scelto di andarsene, o che chi se ne va non torna.
Le parole morto e morta suonano brusche a un orecchio adulto, ma sono più chiare, e qui la chiarezza è più gentile. Qualcosa come: Bella è morta stamattina. Il suo corpo ha smesso di funzionare e non si può aggiustare. Non tornerà, e non è per qualcosa che hai fatto tu.
L'ultima frase conta
I bambini si attribuiscono spesso in silenzio una responsabilità per quello che succede in casa. Un bambino che quella settimana si era arrabbiato con il cane, o che una volta si era dimenticato di riempire la ciotola dell'acqua, può collegare le due cose senza dirlo. Dire esplicitamente che non è stata colpa sua, senza aspettare che lo chieda, ha senso.
Diteglielo presto, e diteglielo voi
I bambini di solito percepiscono che qualcosa non va, e rimandare li lascia a gestire l'atmosfera senza informazioni. Sentirlo da un genitore, in un contesto abituale e con del tempo dopo, è più facile che coglierlo per caso o saperlo a scuola. Scegliete un momento in cui dopo non debba succedere nulla.
Rispondete a ciò che viene chiesto, poi fermatevi
I bambini elaborano una morte a frammenti, spesso nell'arco di settimane. Possono fare una domanda, sembrare soddisfatti, andare a giocare e tornare due giorni dopo con qualcosa di molto più difficile. È normale e non significa che la prima risposta abbia fallito.
Le domande sul corpo, sulla sepoltura o la cremazione e su se abbia sofferto sono comuni e vanno affrontate con onestà, a un livello adatto all'età. Se una domanda non ha una risposta di cui siete certi, dire che non lo sapete è meglio che improvvisare qualcosa che potreste dover correggere.
Età diverse, reazioni diverse
I bambini molto piccoli spesso non colgono che la morte è definitiva e chiedono ripetutamente quando torna l'animale. La ripetizione non è sfida: il concetto si sta ancora formando. I bambini più grandi possono coglierne pienamente la definitività e concentrarsi sulla giustizia, o sul se accadrà ad altri in famiglia. Gli adolescenti spesso elaborano in privato, e una reazione apparentemente piatta può nascondere molto.
Un bambino che sembra non colpito non lo è necessariamente, e un bambino che piange una volta e poi gioca non è insensibile. Entrambi rientrano nella normalità.
Lasciate che partecipi al ricordo
Nei bambini il dolore si assesta spesso più facilmente quando ha qualcosa da fare. Un coinvolgimento concreto e alla loro portata aiuta più dell'essere protetti dall'argomento: scegliere una fotografia da incorniciare, disegnare l'animale, scrivere qualcosa da conservare, aiutare a decidere dove starà un oggetto commemorativo, o essere presenti quando le ceneri vengono deposte o disperse.
Essere invitati, e non obbligati, è la parte importante. Un bambino che non vuole partecipare non dovrebbe doverlo fare, e un bambino che vuole esserci di solito ne trae beneficio.
Cosa conviene evitare
- Eufemismi come addormentato, si è perso o se n'è andato, che vengono spesso presi alla lettera.
- Sostituire in fretta l'animale sperando di saltare il dolore.
- Dire a un bambino di non essere triste, o che era solo un animale.
- Dare per scontato che un bambino silenzioso stia bene, o che un bambino tornato a giocare abbia finito di soffrire.
- Escludere un bambino dal ricordo perché potrebbe turbarlo.
Conclusione
Un linguaggio onesto e semplice, unito alla disponibilità a continuare a rispondere alle domande nel tempo, aiuta i bambini più di quanto faccia proteggerli dall'argomento. Se il malessere di un bambino continua a un livello che vi preoccupa, o inizia a incidere su sonno, scuola o alimentazione, vale la pena parlarne con il vostro medico di famiglia o con un professionista qualificato dell'età evolutiva. Organizzazioni come Grief Australia e GriefLine pubblicano indicazioni su come accompagnare i bambini nella perdita di un animale, e anche la vostra clinica veterinaria può spesso indicare risorse locali.
Domande frequenti
Un bambino dovrebbe essere presente quando un animale viene soppresso?
Non esiste una risposta valida per tutti: dipende dal bambino, dall'età e da cosa desidera. Il veterinario può dirvi cosa è praticabile nella vostra situazione, e un bambino a cui viene chiesto e che rifiuta non va forzato.
È meglio dire che l'animale è stato addormentato?
In genere no, soprattutto con i bambini piccoli, che possono prenderlo alla lettera e sviluppare ansia legata al sonno. È morto è più chiaro e crea meno fraintendimenti.
Dovremmo prendere subito un altro animale?
La maggior parte delle indicazioni suggerisce di non affrettarsi. Un animale nuovo introdotto troppo presto può essere vissuto come un sostituto e complicare il dolore del bambino invece di abbreviarlo.
Mio figlio non sembra turbato. È un problema?
Di solito no. I bambini elaborano in modo discontinuo e spesso in privato, e una reazione ritardata o attenuata rientra nella normalità.
Come può un bambino partecipare a un ricordo?
Scegliere una fotografia, fare un disegno, scrivere qualcosa da conservare o aiutare a decidere dove sta un oggetto commemorativo sono tutte cose alla sua portata e gli danno un ruolo.
